Guida al campionamento -prima parte-
storia, consigli e trucchi sull'arte del "digital sampling"
a cura di Genma


INTRO > RITORNO AL PASSATO > CHE COS'E' IL CAMPIONAMENTO? > IL SOUND DEL CAMPIONAMENTO > I CLASSICI DELLA MUSICA CAMPIONATA > SALUTI

INTRO

Tutto cominciò con una specie di "latrato" proveniente dall'Australia. Il primo campionatore comparso sulla faccia della terra (il famoso fairlighth CMI) non era stato assolutamente progettato per diventare un campionatore, bensì un sintetizzatore digitale.
Invece di filtri, oscillatori o altre cose del genere, utilizzava un sistema di onde o
"wavetables" simile a quello dell'attuale serie wavestation della korg. Era uno strumento meraviglioso per coloro che volevano i suoni digitali. Se ci si impegnava a fondo, inoltre, era possibile creare suoni molto interessanti, ma non era certo una macchina semplice da utilizzare. Una delle sue caratteristiche più significative consisteva nella possibilità di tracciare una forma d'onda sullo schermo e farla uscire come un suono. Moltissimi utenti, però, ignoravano questa importante opzione perchè non sapevano come collegare le forme d'onda ai suoni!



RITORNO AL PASSATO

In effetti il campionamento scaturì soltanto da un ripensamento delle funzioni della macchina. I progettisti si resero conto che avevano un computer che disponeva di un po' di memoria e di una sorta di circuito per il playback e pensarono: ".....e se provassimo a registrarci sopra dei suoni veri?"
Dopo avere recuperato i pezzi necessari e averli saldati, disegnarono un semplice circuito che poteva prendere i suoni da un microfono e riversarli su un computer. Poi si udi un "latrato": in quel momento era nata una nuova tecnica musicale. Se non fosse stato per il campionamento, il Fairlight CMI sarebbe stata solo una costosissima curiosità (nei tardi anni '70 per acquistarlo erano necessari circa 20.000 dollari!).
La nuova tecnica, invece, trasformò lo strumento in uno degli oggetti più agognati della storia della musica moderna. Il perchè è molto semplice: la simulazione dei suoni "veri" è sempre stata il sacro Graal della sintesi dei suoni ma i primi synth, qualsiasi fosse il risultato che si voleva ottenere, suonavano esclusivamente da sinetizzatori. Il CMI, invece, era diverso.

Improvvisamente, si poteva creare musica da soli disponendo di suoni realistici e di tutti i generi. Fino a quel momento, infatti, se si voleva il suono di un vetro infranto, si era costretti a perdere molto tempo nel cercare di ricrearlo con l'aiuto di un synth convenzionale oppure bisognava ricorrere al nastro.Questi metodi, però erano scomodi e dispendiosi.

Con il CMI, invece, si poteva registrare un rumore direttamente nello strumento e poi utilizzarlo come un qualsiasi altro suono di tastiera.

Prima che questa novità prendesse piede ci volle un pò di tempo.Per i primi anni, più che uno strumento innovativo, il CMI fu un "generatore di cliche" e nei dischi allora prodotti cominciavano a spuntare sempre gli stessi suoni campionati. I più famosi erano sicuramente quelli del vetro che si rompe e quelli dell' orch stab, una specie di orchestra che va in pezzi, tratta da una registrazione de la sagra della primavera di Igor Stravinsky.

Fortunatamente, alcuni artisti si resero conto che il campionamento poteva fare molto di più. Invece di campionare i rumori di utensili da lavoro, di temporali di aeri in volo, cominciarono a suonare interi brani musicali.

Sui primi campionatori però questa operazione poteva rivelarsi una trappola. La qualità del suono non era delle migliori e la lunghezza del campione prodotto era limitata. Con i progressi della tecnologia, però, questa sorta di collage musicale cominciò ad assumere i connotati di vera e propria forma d'arte. Salì con la marea della musica mixata dai dj e il risultato è la musica dance dei nostri giorni.

Oggi, infatti, la maggior parte di questa musica è totalmente campionata. Anche i dischi che sembrano suonati da musicisti e strumenti veri, in realtà, potrebbero nascondere anche più di un campionamento. Il mercato dei remix senza il campionamento non sarebbe nemmeno nato.

Oggi il campionamento ha raggiunto dei buoni livelli; è un sistema di creazione della musica che presenta delle limitazioni (un suono campionato, per esempio, manca di dinamica rispetto a quello prodotto da uno strumento vero), ma offre anche grossi vantaggi: è veloce, semplice da effetuare, creativo e può portare a risultati davvero sorprendenti. Oggi in effetti, il campionamento non è più soltanto un gioco di prestigio, ma un modus vivendi.

CHE COS'E' IL CAMPIONAMENTO?

Il campionamento è un sistema che permette di raccogliere i suoni che ci circondano e memorizzarli all'interno di una macchina.Raggiungendo il modulo con una nota MIDI o schiacciando un pulsante situato sul pannello anteriore è possibile riprodurre il suono originale.

Naturalmente, non è tutto così semplice, ma l'unica altra cosa veramente iportante da ricordare è che, quando il suono è stato registrato all'interno del modulo, inizia il vero divertimento.Il campione può essere accellerato rallentato, ripetuto all' infinito al contrario....

Ci occuperemo di come un campionatore è in grado di fare queste cose nei prossimi appuntamenti. Per ora immaginatelo come una specie di pappagallo elettronico.

IL SOUND DEL CAMPIONAMENTO

Il campionamento è talmente in auge che la maggior parte dei musicisti lo praticano. Come utilizzarlo tutti i giorni? Eccovi alcuni esempi.......

1. DRUM LOOP. Non c'è bisogno di una drum machine, è sufficiente campionare alcuni secondi suonati da un batterista vero e programmarli in modo da riprodurli continuamente. Questo sistema può essere adottato per costruire un intera canzone e per inserire gli stacchi o per apportare variazioni al tempo del pezzo, è posibile saltare da un loop all'altro. Moltissimi dischi vengono prodotti in questo modo.

2. RIFF LOOP. Provate a fare la stessa cosa con linee di basso, di tastiera o di chitarra.

3. SUONI "VERI". Non vi potete permettere un piano a coda? Usate un campionatore. Campionare strumenti veri può essere faticoso: se desiderate catturare le sfumature delle diverse note avrete bisogno di decine di campioni. Comunque, può valerne la pena costa sicuramente meno del trasporto e del recapito di uno Steinway!

4. SOSTITUZIONE DEI DRUM. Siete stanchi dei soliti suoni di batteria del vostro synth? Potete portare una ventata d'aria nuova sostituendoli con suoni campionati di qualità certamente superiore. Il ritmo rimane lo stesso, ma il sound è molto più incisivo e professionale.

5. SOSTITUZIONE DELLE VOCI. Un altro trucco molto comune consiste nel prendere una frase vocale, o adirittura un intero coro, e trasformarla in una song completa. Se il cantante ha difficoltà di intonazione, si ha la possibilità di correggere i problemi regolando la manopola del pith-bend.

6. EFFETTI SPECIALI. Potete ottenere suoni al contrario, ripeterli in modo da creare una sorta di balbettio, tagliarli e incollarli. E' anche possibile registrare suoni con l'aggiunta di delay, suoni stravolti tramite il pith bend o un vibrato eccessivo; suoni stereo su due canali che suonano avanti e indietro. In altre parole tutto quello che vi passa per la testa.

I CLASSICI DELLA MUSICA CAMPIONATA

Non è difficile sentire musica campionata: oggi la trovate in quasi tutti i dischi che ascoltate. Un po' di tempo fa il campionamento era solo una curiosità e ben pochi ebbero la lungimiranza di immaginare fino a che punto sarebbe arrivato. Alcuni musicisti furono più acuti degli altri nel capire le potenzialità della nuova tecnica. Eccovi alcuni esempi di dischi realizzati.

THE ART OF NOISE Cose to the edit

Pioneri di prim'ordine del campionamento; gli AON si contrapposero ai soliti metodi tradizionali di registrazione musicale con una proposta intelligente e ben dosata. Armati di una serie di Fairlight originali, delle loro tastiere favorite e di un clarinetto, crearono un originalissimo mondo musicale e diedero inizio ad una vera e propria rivoluzione.

 

PAUL HARDCASTLE 19

Questo album diede il campionamento in pasto al grande pubblico.
L'accattivante voice-over "n-n-n-n-nineeteen" fu l'esempio per orde di imitatori, i quali però non furono in grado di imitare il grande lavoro di produzione e programmazione, per non dire di campionamento, che si trovava alle spalle di questa canzone.

 

THE UTAH SAINTS Utah Saints

Tim e Jaz ottennero un grande successo con una trilogia di remix utilizzando voci campionate di talenti musicali come gli Human League, Kate Bush e Annie Lennox. Questo album rappresenta forse l'apice della tecnica del remix, ma delle canzoni originali rimane molto poco. Solo le parti vocali sono state riprese, inserite in un altro contesto e trattate in modo tale da essere quasi irriconoscibili.

 

TRANSGLOBAL UNDERGROUND International Times

Grazie al mix tra rap, canto, ritmi etnici e una moltitudine di back-beats, questo disco può essere considerato il perfetto esempio di un utilizzo moderno della tecnica del campionamento. E' pressochè impossibile dire dove finiscano le parti suonate e dove inizi il campionamento.

SALUTI

Cari pirati siamo giunti alla fine della prima puntata: dal prossimo mese inizieremo a entrare più approfonditamente nella tecnica, spingendoci fino al limite del suono...

Ciao da Genma

>>vai alla seconda parte<<

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